Tra Scienza e Fantascienza

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uragani tempeste tropicaliPer me, scienza e fantascienza sono sempre andate a braccetto.
Da piccola, sedevo con mio padre e guardavo con lui i fascicoli di astronomia che comprava in edicola. Non capivo granché di quanto vi si parlava a livello tecnico, ma ero affascinata dalle immagini e dai numeri iperbolici, tipici dell’astronomia. Crescendo, la passione per le materie scientifiche si è unita alla voglia di scrivere che ovviamente riguarda la narrativa fantascientifica e mi sono trovata a sviluppare racconti sullo sfondo delle stelle, orizzonti di pianeti lontani, ma anche qui sulla Terra, in epoche future, il tutto spunto per disquisizioni sociali e ambientali. Scrivere fantascienza potrebbe sembrare semplice, visto che si può dare libero sfogo
alla immaginazione, ma in realtà non è così. In primo luogo, pur lavorando molto di fantasia, bisogna tenere conto delle inviolabili leggi della fisica. In caso di violazione delle suddette, a meno di non essere un politico dotato di immunità parlamentare galattica – ! – è quantomeno necessario offrire una spiegazione plausibile che giustifichi il “reato”.Per esempio, se voglio che i miei protagonisti si spostino da un punto all’altro della Via Lattea in pochi secondi, senza sfruttare tecnologie per superare la velocità della luce, dovrò escogitare un trucco più o meno credibile, come i wormhole – letteralmente “buchi di tarlo” – che sono, per quanto incredibili, ipotizzati scientificamente e matematicamente – vedi il film Contact, tratto da un bellissimo libro di Carl Sagan. Del resto, non posso farcire il racconto di una serie di termini tecnici troppo complessi, la narrativa deve essere soprattutto svago, ma questo non toglie che questo e la precisione non possano andare d’accordo. Prendiamo l’esempio di Isaac Asimov. Scrittore russo emigrato negli Stati Uniti, divenne famoso grazie ai romanzi sul ciclo della Fondazione e sui robot, con le famose leggi della robotica. In ogni suo lavoro narrativo, Asimov coniugava i due apparente estremi capisaldi della fantascienza, la precisione scientifica e la capacità di attrarre e conquistare i lettori.

E tutto questo dove ci porta?

Al punto fondamentale che riguarda le materie scientifiche. Anche in ambito narrativo, è importante curare queste materie. Esse sono il fondamento per lo sviluppo sociale e l’evoluzione umana. Trattarle con riguardo, anche unendole alla narrativa, è necessario per attirare le persone e interessarle a esse.

Del resto sono convinta che molti degli appassionati di scienza o laureandi, laureati, che stanno leggendo questo articolo, hanno cominciato ad appassionarsi con film e libri di fantascienza.

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