Tesla Coil grande con 2 MOT

Tesla Coil grande con 2 MOT (4.67/5) su 3 voti

Qualcosa di veramente fuori dall’ordinario, lo si può ottenere con un tesla coil SGTC. Gli effetti delle scariche sono veramente bellissimi, però il tutto è veramente MOLTO PERICOLOSO!

Ovviamente non sarò prodigo di specifiche tecniche e di costruzione perchè chiunque voglia costruire una teslacoil come minimo deve sapere dove sta mettendo le mani, altrimenti il rischio di commettere pericolosi errori è sempre dietro l’angolo.

Quando decisi di costruire un SGTC, in realtà non ero ancora molto padrone della teoria, e direi anche della pratica! Dunque tanto per cominciare con qualcosa, ho deciso di costruire il mobiletto per tutti i componenti:
mobiletto tesla coil sgtcruotine mobiletto tesla coil sgtc
Come inizio ho pensato non fosse male, dunque volevo continuare a preparare il supporto per il primario, restando sempre nel campo falegnameria…
supporto per primario
Si tratta di bastoncini di legno ai quali ho tagliato un incastro della misura di 8mm circa, che equivale al diametro del tubo di rame che voglio utilizzare. Gli incastri sono distanti tra di loro ancora 8mm, per un totale di circa 14-15 spire (meglio abbondare, anche se non le userò.)

supporto fissato al mobileprimario avvolto

Fissati i quattro supporti al mobile, una bella passatina di impregnante per legno (lo so non si usa proprio in questo modo, però dai non è neanche bruttissimo) e questo è il risultato.

Vi assicuro comunque che piegare il tubo di rame, almeno per come l’ho dovuto fare io, è veramente una cosa noiosa e faticosa, tra l’altro avendo i supporti in legno, qualcuno è saltato e ho dovuto risistemare con del resistente attack.. ma direi che è un peccato no?

Mentre preparavo il mobiletto ed il primario, si è avvicinata la data della fiera dell’elettronica, dove ho potuto acquistare ad un prezzo veramente vantaggioso i condensatori necessari per preparare l’MMC! Ecco i condensatori in serie, con le resistenze di sicurezza che ne permettono la scarica quando non sono utilizzati:

condensatori in serie con resistenza
Ovviamente non basta una fila di condensatori… questa serve solo per ottenere la tensione di isolamento a 12kv! Servono molte file di queste in parallelo per ottenere la giusta capacità, infatti mettendo i condensatori in serie la tensione di isolamento si somma, mentre la capacità totale si dimezza… Dunque visto che la carica immagazzinata da molti condensatori è anche pericolosa ho deciso di preparare un contenitore di sicurezza:

condensatore mmcmmc completo
eccolo durante il montaggio e una volta completo di impregnante e plexyglass di protezione!
connessione alta tensioneQuesto è il particolare della connessione ai poli del condensatore. Si in effetti, il cavetto è sottile (è del tipo per i segnali tv) e ho notato che durante il funzionamento del tesla si scalda quindi dovrò sostituirlo, anche se comunque questo genere di cavo assicura un ottimo isolamento.

primario e secondarioAggiunto il secondario! Questa bobina l’ho acquistata con il kit di nuova elettronica, ma ve la sconsiglio visto che è molto imprecisa nell’avvolgimento e nello strato di anticorona..! Questa la utilizzo solo come prova, poi ne avvolgerò una su misura. Ho tagliato due dischi di legno e li ho forati al centro, fissando con due bulloni un pezzo di barra filettata passante. La parte alla base parte superiore secondarioserve a mantenere la bobina fissata al mobiletto, mentre la parte superiore

come vedete serve per fissare i supporti isolanti che portano l’alta tensione fino al toroide! Per mantenere il toroide in posizione, ho utilizzato il vetro di una vecchia lampada… supporto per toroide

colorato di nero per adattarlo meglio allo scopo (in alcune foto delle scariche lo potete vedere ancora bianco…)

supporto per toroideEcco anche il toroide, costituito da semplice tubo pieghevole per stufe del diametro di 10cm! Essendo “pieghevole” potete allungarlo e restringerlo finchè non ottenete la misura che vi interessa per accordare il vostro secondario alla frequenza di risonanza del primario… Molto comodo no? Utilizzando Ghost Teslacoil Editor, diventa molto semplice.

supporti per strike railAvete notato questi quattro supporti in legno? A cosa serviranno mai? Servono a sostenere una ulteriore spira fatta con tubo di rame, ma questa particolare spira non deve formare un cerchio completo, deve essere aperta: andrà successivamente collegata a terra… In caso dal toroide parta una scarica che mira pericolosamente verso il primario (con grossi rischi per i componenti) questa “strike rail” come viene chiamata nel gergo, attirerà la scarica e la porterà in tutta sicurezza verso terra. Meglio un’accortezza in piu che una in meno, e tra l’altro, da proprio un bel tocco di estetica.

teslacoil sgtc completoOra lo si può considerare quasi completo. In questa foto potete vedere anche il pannello di controllo: ho predisposto un interruttore per l’accensione, una spia che indica la presenza di alimentazione, ed un pulsante remoto con diversi metri di cavo (pulsante retro illuminato, visto che il tesla spesso andrà usato al buio, no?). Il pulsante rosso è uno di quei classici “funghi” di emergenza, ma penso che se qualcosa non vada è meglio non avvicinarsi per premerlo… Comunque per ora lo uso come interruttore di sicurezza.

Bene, ma non manca qualcosa? Lo stadio di alimentazione dove lo mettiamo? Per parlare di questo dobbiamo fare qualche passo indietro… Esistono diversi tipi di alimentazione per un tesla SGTC:

-NST (neon sign transformers) sono i trasformatori per le insegne luminose e ne esistono di molto grossi, attorno i 7kv e 50mA possono già essere utilizzati per un ottimo SGTC. ho avuto qualche difficoltà a reperirli comunque, il massimo che ho trovato è stato un 4kv 30mA, decisamente scarso…

-OBIT, ovvero gli accenditori per le caldaie a gasolio… questi offrono tensioni anche attorno gli 8kv, ne ho trovato piu di uno, però non ho mai sentito parlare di SGTC preparati con un obit quindi ho evitato di infilarmi in un vicolo cieco…

-MOT (microwave oven transformer) è il trasformatore all’interno del forno a microonde, che alimenta il magnetron, una valvola che genera le microonde. fornisce 2kv in uscita dal secondario, decisamente pochi, ma correnti anche molto alte (solitamente gestisce potenze attorno ai 1400w).

Ho trovato 2 MOT, quindi ho pensato che l’opzione migliore fosse utilizzare questi… Qual’è il problema principale? Diciamo che collegando due MOT in serie si sommano le loro tensioni, dunque 4kv, una tensione piuttosto bassa che rende lo spark gap molto difficile da dimensionare… (cosa che infatti ho riscontrato…) però con un po di pazienza si può rimediare. Un’altro inconveniente dei MOT, è che sono molto pericolosi in quanto la loro potenza non è affatto limitata: cortocircuitando il secondario non otteniamo una semplice scarica elettrica come attraverso un NST, ma una vera e propria “esplosione” di calore. Non si può collegare direttamente una bestia del genere al nostro MMC, potete immaginare le conseguenze… E’ necessario un componente chiamato “ballast”: si tratta di un’induttanza di valore tale che alla frequenza cui è alimentato il mot (50hz) offra un’impedenza tale da limitare il passaggio di corrente alla quantità desiderata. Ho voluto dimensionare il tutto per ottenere 400w a 4kv, quindi circa 1.8 o 2 ampere di corrente sul primario dei due MOT. Ho inserito dunque un ballast del valore necessario in serie ai primari (i quali sono invece collegati in parallelo!). Prima di montare tutto ho voluto fare qualche prova per rendermi conto visivamente di tutto ciò, la via pratica è sempre la migliore:
mot con secondario cortocircuitatomot con secondario cortocircuitato

nel primo scatto, vediamo una potenza abbastanza limitata infatti si vede l’arco luminoso ma la fotocamera riesce catturarlo tranquillamente, ma nel secondo scatto la potenza era così elevata che la luminosità dell’arco ha fatto diminuire l’esposizione della fotocamera al punto che la stanza sembra al buio!
mot ed mmc teslacoilOra manca solo lo spark gap per completare lo schema base (senza filtri ne protezioni). Chi non ha mai costruito un SGTC spesso pensa che lo spark gap sia semplice e di secondaria importanza, invece è una delle parti piu delicate di tutto il circuito! Ho fatto diversi tentativi prima di trovare il giusto metodo costruttivo. Inizialmente ho forato dei tubetti di rsg con tubetti e collaame della stessa lunghezza e li ho fissati con delle viti ad un pannello di plexyglass, ma la configurazione era troppo rigida e non riuscivo a posizionarli a dovere. Ho perso dunque parecchio tempo a trovare un sistema migliore, finchè non ho avuto l’idea di fissare i tubetti con della colla epossidica!

In questa foto vedete i tubetti sistemati nel supporto, distanziati da bastoncini di plastica (quelli utilizzati nei distributori di caffè) durante l’asciugatura della colla. Ci ho messo meno di dieci minuti a sistemarli in questa maniera. Notate che ho usato come supporto un tubo di plastica tagliato, così da poterlo richiudere su se stesso per avvicinare i tubetti oppure aprirlo per allontanarli, così da avere una precisissima regolazione! Ed è stato proprio questo a permettermi di regolare alla perfezione lo spark gap… spark gap con ventolaSuccessivamente, ho deciso di inserire anche una ventola, che però non ho ancora avuto la possibilità di testare.

Anche il delicato spark gap è completo, ora non resta che collegare l’alimentazione…

Le scariche!

scariche tesla coil alta tensione
scariche tesla coil alta tensionescariche tesla coil alta tensione

Dalle foto potete notare scariche tesla coil alta tensioneche i livelli di potenza delle scariche variano notevolmente… Questo perchè ho testato differenti distanze dello spark gap, ma tutto questo con variazioni veramente molto piccole! Se lo spark gap si allontana troppo dalla sua distanza ottimale, l’SGTC rimane acceso solo per pochi secondi, ed è anche per questo che mi è risultato difficile fare delle belle foto. Appena lo spark gap sarà perfetto, riuscirò ad ottenere qualche scatto migliore!

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