Le regole della vita

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Tra le domande maggiormente rilevanti che il genere umano si pone, troviamo “da dove veniamo” oppure “dove andiamo” ed ancora “perché lo facciamo?”. Queste domande ovviamente racchiudono le risposte ad un unica domanda ovvero qual’é il senso della vita?

origini della vita game of life Il senso della vita ovviamente passa attraverso diverse analisi, quella scientifica, quella teologica, quella filosofica, etc. Ogni sfacettatura permette, cercando di rispondere sempre alla stessa domanda, di affrontare l’argomento con il materialismo ed il realismo delle menti scientifiche, tramite la teologia dare una risposta a chi è fermamente credente, ed ancora con la filosofia offrire spunti a chi riflette continuamente su tutto questo.Mi soffermerò al lato scientifico, non per discriminare gli altri, ma per usarlo come spunto e scusa per parlarvi di alcune curiosità. Come molti sanno è ancora diffusissima la corrente di pensiero “Darwinista”: secondo Darwin, l’uomo sarebbe all’apice di una lunga serie evolutiva, che ha generato l’uomo partendo dai microorganismi. In poche parole i microorganismi si sono sviluppati fino a diventare pesci, i pesci sono riusciti ad uscire dagli oceani e popolare i continenti, dando origine ai mammiferi terrestri, dai quali poi si è sviluppato l’uomo.
Quindi il problema risalirebbe principalmente a capire come si formò il primo microorganismo, dal quale poi si evolvero tutti gli altri. Questo primo organismo, come anche tutte le cellule del corpo umano, conteneva un DNA. Il DNA è una importantissima “memoria” che contiene le informazioni del microorganismo per funzionare e riprodursi: il DNA infatti è una delle basi della vita, come gli aminoacidi. Gli aminoacidi vengono utilizzati per costruire e rigenerare le cellule ed anche per produrre energia.Alcuni esperimenti dimostrarono che è possibile sviluppare aminoacidi all’interno di un ampolla dove viene creata una atmosfera artificiale fatta di ammoniaca, ossigeno, idrogeno, acqua e fulmini, come nella terra primordiale. Le scariche elettriche innescavano la reazione chimica tra gli elementi, formando spontaneamente aminoacidi: questo è un grande risultato ma comunque abbastanza lontano dalla creazione della vera e propria vita.

Comunque un’idea ce la possiamo fare, avendo dimostrato che chimicamente è possibile ottenere la formazione di molecole complesse in modo casuale, senza la necessità di sintetizzarle in un laboratorio avanzato. Immaginiamo a questo punto le teorie dell’evoluzione, partendo dal nostro piccolo microorganismo: le regole evolutive sono abbastanza semplici, la selezione naturale impone che il più debole della generazione deve morire, lasciando progredire semplicemente il più “forte” ovvero il più bravo a sopravvivere. Inoltre, esistono anche altre regole, non legate direttamente all’evoluzione: se troppi elementi della specie sono siti nello stesso luogo, alcuni di loro moriranno, se alcuni elementi della specie sono isolati, moriranno, se abbiamo una giusta quantità di elementi della specie, ne nasceranno altri perché la situazione è positiva.
Nel 1970 John Conway ha deciso di mettere il tutto in un programma, creando una simulazione con queste ultime 3 semplici regole:

Il risultato sembra a dir poco sbalorditivo, con regole semplicissime ha ottenuto un effetto che a primo impatto sembra molto simile a qualcosa di “vivo. Stephen Hawking in uno dei suoi documentari per Discovery Channel ha però criticato queste semplici regole, perché alcune non hanno secondo lui del tutto senso, infatti si pone domande come:

1) Come fa una cosa a creare se stessa prima di esistere?

2) Le leggi della fisica descrivono semplicemente ciò che é osservabile, non causano nulla esattamente come i contorni di una mappa non modificano la costa di un continente. Quindi come possiamo aspettarci di ottenere la creazione spontanea dalle leggi della fisica?

Abbiamo dato uno sguardo alla forma più semplice della vita. Microogranismi come gli esseri unicellulari, ovvero composti da una sola cellula, sono composti solitamente da un nucleo centrale che contiene il DNA, ovvero le informazioni che descrivono l’organismo e gli permettono di riprodursi, “nutrirsi”, vivere. Nelle cellule umane ad esempio, troviamo anche qui un nucleo con il suo DNA, troviamo i mitocondri, ed il reticolo endoplasmatico. I mitocondri sono le centrali elettriche della cellula, che attraverso una sorta di respirazione riescono a produrre “l’adenosina trifosfato” chiamata più semplicemente ATP, che possiamo considerare come l’energia elettrica che tiene in moto la cellula. Il reticolo endoplasmatico invece possiamo considerarlo una vera e propria fabbrica che tramite le informazioni contenute nel DNA e utilizzando gli enzimi come operai e l’energia prodotta dai mitocondri, riesce a costruire tutto ciò che serve alla cellula per vivere.

Vi ho riassunto tutto questo perché volevo farvi capire quanto è complesso anche il singolo sistema di una cellula, ma ora immaginate che il nostro corpo ne possiede cento mila miliardi, alcune formano il cuore, altre il cervello, altre lo stomaco… E la collaborazione tra tutti questi sistemi permette loro di sopravvivere, perché le cellule che recuperano l’ossigeno dai polmoni, mettendolo in circolo nel sangue, permettono la sopravvivenza di tutte le altre cellule, anche quelle del cuore stesso, che stanno spingendo il sangue lungo vene e arterie. Allo stesso modo le cellule dedicate alla digestione stanno assorbendo le molecole che servono al corpo per produrre energia e mantenere in attività i vari settori che abbiamo già visto, compreso il cervello.

Capiamo quindi che il corpo umano è una macchina incredibile, dotato di una complessità che lascia senza parole, il quale però funziona nella maggior parte dei casi in modo armonioso, dando ottimi risultati. In quanto ad evoluzione l’uomo sembra voglia superare ogni limite, spingendosi oltre alla propria esistenza per raggiungere l’irragiungibile, ovvero sapere cosa ci fosse prima di se stesso e da dove proviene.

Forse la risposta non l’avremo mai, o forse quando l’avremo, servirà il coraggio necessario per accettarla.

Riccardo Maestri

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