Giove, le mie foto e video

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giove e le sue luneLa foto qui accanto è una ripresa di Giove effettuata con la mia attrezzatura. Si tratta del quinto pianeta nel sistema solare, in ordine di distanza dal Sole, ed è il più grande di tutti i pianeti. Ha una composizione simile a quella del Sole: è costituito principalmente da idrogeno ed elio, con piccole quantità di altri composti, quali ammoniaca, metano ed acqua. L’atmosfera è caratterizzata da numerose strisce che variano dal color crema al marrone, attraversate da imponenti perturbazioni che possono durare anche decenni, come ad esempio la caratteristica Grande Macchia Rossa.A causa delle sue dimensioni e della composizione simile a quella solare, Giove è stato considerato per lungo tempo una stella mancata. Infatti se le sue dimensioni fossero maggiori, la pressione ed il calore nel nucleo sarebbero tali da innescare le reazioni nucleari necessarie a trasformarlo in una stella. Il nostro sistema solare in questo caso, sarebbe stato un sistema binario.

giove e le sue lune
Gli anelli di Giove fotografati dalla sonda Galileo

La sua grande forza di gravità, assieme a quella del sole, aiuta a mantenere in equilibrio i pianeti che orbitano nel sistema solare. Inoltre attrae a se molti dei detriti che vagano nello spazio, preservando i pianeti piu interni dalla maggior parte delle eventuali collisioni con asteroidi e simili. Inoltre trattiene in orbita attorno a se una folta schiera di satelliti naturali ed un sistema di evanescenti anelli. Da non confonderli con i famosissimi anelli di Saturno, gli anelli di Giove furono scoperti per la prima volta dalla sonda Voyager 1: si presume essi siano composti da polveri silicee. I satelliti di Giove invece, furono scoperti da Galileo Galilei attorno il 1610.

Alcuni dati

Giove orbita ad una distanza media dal Sole di 778,33 milioni di chilometri (5,202 UA) e completa la sua rivoluzione attorno alla stella ogni 11,86 anni; questo periodo corrisponde esattamente ai due quinti del periodo orbitale di Saturno, con cui si trova dunque in una risonanza di 5:2. L’orbita di Giove è inclinata di 1,31º rispetto al piano dell’eclittica; per via della sua eccentricità pari a 0,048, la distanza tra il pianeta e il Sole varia di circa 75 milioni di chilometri tra i due apsidi, il perielio (740 742 598 km) e l’afelio (816 081 455 km). La velocità orbitale media di Giove è di 13 056 m/s (47 001 km/h), mentre la circonferenza orbitale misura complessivamente 4 774 000 000 km. L’inclinazione dell’asse di rotazione è relativamente piccola, solamente 3,13º, e precede ogni 12 000 anni; di conseguenza, il pianeta non sperimenta significative variazioni stagionali, contrariamente a quanto accade sulla Terra e su Marte.

RIPRENDERE GIOVE

giove e le sue lune
Riprendere questo pianeta è relativamente semplice: esso è facilmente osservabile per lunghi periodi dell’anno e la sua luminosità intensa lo rende un facile obbiettivo. Osservandolo con un semplice binocolo a 10 ingrandimenti e con una mano molto ferma, è possibile apprezzarne le lune. A volte sono visibili tutti e quattro i satelliti, mentre in altri casi alcuni sono nascosti dal pianeta o sono davanti ad esso e quindi difficili da individuare.
giove fotografato con newton 114-900
Una delle mie prime foto di giove, con un piccolo telescopio newtoniano 114/900

Le caratteristiche bande colorate di giove sono visibili anche a bassi ingrandimenti (vedesi la foto poco sopra), mentre per ammirare la grande macchia rossa è necessario spingersi oltre i 100 ingrandimenti:

giove e la sua macchia rossa
Foto scattata con il mio ultimo telescopio Meade LX10 8”

 Ma per scattare foto nitide non basta il giusto telescopio e la giusta fotocamera astronomica. E’ necessario che il cielo sia poco turbolento. Avete presente il tremolio delle stelle?  Esso è dovuto agli spostamenti dell’aria nel cielo, come quando osservate in inverno il calore salire dal termosifone davanti alla finestra: l’immagine sembra tremolante. Non è facile capire quando il cielo darà una visibilità ottima, ma lo potete constatare sul momento osservando il tremolio stesso delle stelle. Per ovviare in parte al problema del disturbo atomosferico, con l’avvento dei computer e della digitalizzazione fotografica, gli astronomi si sono inventati un buon metodo. Esso consiste nel filmare l’oggetto interessato, ed eseguire successivamente una media dei punti su tutti i fotogrammi del video. Ovviamente la media piu alta è costituita dall’immagine reale del pianeta, mentre la media piu bassa è costituta dal disturbo che genera valori casuali di tonalità dei punti.

Ecco un filmato di Giove dal quale ho estratto foto come quella poco sopra:

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