E’ possibile prevedere i terremoti?

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Scrivo questo articolo avendo alle spalle la memoria dell’incidente di Fukushima e l’attuale terremoto in Emilia. Si parla sempre di prevenzione e previsione dei terremoti, ovviamente dopo l’avvenuta catastrofe. Saltiamo i convenevoli e affrontiamo direttamente la questione spinosa.

E’ possibile prevedere i terremoti?

distruzione terremotoPotrei rispondere, seccamente, no. Non sarò così duro, perché in realtà non è il caso. Nel corso degli anni ho tentato di prevedere alcuni terremoti, immaginando che la disposizione dei pianeti e della luna potessero in qualche modo incentivare la sollecitazione del terreno e quindi scatenare ulteriori scosse in punti già vulnerabili. L’unico modo per poter prevedere o quantomeno ipotizzare un futuro terremoto, rimane quello di esaminare le zone vulnerabili. Impossibile capire dove un terremoto colpirà, poiché la terra è in continuo movimento ed inoltre le zone vulnerabili sono moltissime ed estremamente diverse tra loro. L’ultimo e più frustrante problema fu scoprire che al giorno, in tutto il mondo, ci sono una media di 10 terremoti pericolosi, indicativamente attorno la magnitudo 4. Questo significa che se anche avessi azzeccato un terremoto in un particolare giorno, non ci sarebbe stato nulla di strano, visto che se ne manifestano continuamente.

terra crosta terrestre nucleoDovete farvi però una immagine della crosta terrestre, ovvero il terreno che noi consideriamo solido. La crosta terrestre rispetto alla terra, è sottile come la buccia di un arancia in proporzione. Questo significa che una sottilissima superficie solida ricopre una palla di materiale liquido ed incandescente: chi si stupisce se avvengono dei terremoti? Questa buccia, la nostra crosta terrestre, è attraversata da profonde crepe, punti in cui una parte della crosta si infila sotto l’altra ed inizia a sciogliersi, riemergendo come lava attraverso i vulcani. Nel piccolo invece, esistono crepe come la faglia sotto Ferrara, nell’Emilia, oppure crepe più grandi come la faglia vicino al Giappone, che ha causato il devastante terremoto di magnitudo 9.0 ripeto, 9.0. Immaginate ora la crosta terrestre, separata da crepe che la percorrono dividendola in una infinità incredibile di parti, e sotto di essa magma fuso che crea movimenti casuali ed imprevedibili, ed immaginate infine quanto possa essere difficile prevedere, con certezza, un terremoto. In poche parole non si può. Possiamo dire però, con un grosso margine di errore, quanta probabilità c’è che un terremoto si manifesti: microscosse, struttura del terreno e cose simili, ci aiutano a capire quanto una zona è soggetta a terremoti e cosa possiamo aspettarci da essa.

Ma allora, cos’è successo in Emilia o all’Aquila? Cos’è successo a Fukushima?

Qui non si tratta della scienza che non ha previsto, oppure dei vari Bendandi e simili che si sono dimenticati di avvisarci. Si tratta della natura umana. Siamo abituati a ragionare in base a ciò che possiamo vedere, non in base a ciò che non si è mai visto. Vorrei prendere in esame ciò che accadde a Fukushima: pensate che il Giappone subisce di frequente terremoti molto più forti della scossa che ha distrutto l’Emilia o l’Aquila. Gli abitanti manco si spaventano, continuano a lavorare tranquilli. La risposta che sento più spesso è “si ma loro sono abituati.”. Ma quanto illogico è ragionare secondo abitudine? Se sappiamo che i terremoti sono imprevedibili, come si fa a parlare di abitudine? E di certo non è quella che tiene in piedi gli edifici! Loro sono abituati ai terremoti, anche di grado 9, praticamente la devastazione totale. Pensate che non è stato tanto il terremoto a distruggere ogni cosa e danneggiare la famosa centrale nucleare, ma è stato lo tsunami successivo, che loro non si aspettavano affatto. Vedete? Loro sono esattamente come noi, come l’Emilia e l’Aquila sono cadute per un terremoto inaspettato, i Giapponesi si sono fatti colpire da un terremoto di tipo sconosciuto, che ha causato anche uno tsunami. Ora capite bene che a questo punto l’abitudine va a farsi benedire.

tsunami in giapponeE’ necessario prendere delle precauzioni, di base, per sopportare un “terremoto possibile” e qualcosa in più, l’imprevisto. Oltre l’imprevisto è ovvio che non si può più parlare di prevenzione, poiché semplicemente a quel punto, quando accade, la sciagura colpisce e basta. Facciamo un esempio della prevenzione a cui mi riferisco: i capannoni industriali sono stati costruiti senza nessun obbligo per quanto riguarda le precauzioni sismiche. Pensate che le travi del “tetto” vengono solo fissate ed in caso di terremoto sono libere di scivolare fuori sede e piombare a terra generando solo che disgrazie. Dove invece la zona viene considerata sismica, queste travi in cemento armato o altro materiale vengono fissate grazie a delle apposite piastre ed imbullonate: mi spiegate a che serve non prendere questa precauzione? Risparmiare qualche migliaio di euro per poi rimetterci tutta l’attività e anche vite umane in caso di terremoto? Ho anche un pensiero per quanto riguarda le chiese e luoghi simili. E’ giusto che anche le chiese, le quali possono ospitare centinaia di persone per ore, vengano messe in sicurezza con l’obbligo di rispettare le normative come dovrebbero farlo tutti. Se il terremoto avveniva durante una messa, un matrimonio od un funerale, cosa sarebbe successo? Queste sono le varie cose cui dobbiamo prestare veramente attenzione, per le quali ci dobbiamo preoccupare.

I terremoti stanno forse aumentando? Avevano ragione i Maya, ci avviciniamo alla fine del mondo?

Ho cercato per voi tanti grafici, ma nessuno di questi mi ha chiarito le idee. In alcuni grafici i terremoti dal 1973 ( anno in cui possiamo considerare molto attendibili i dati registrati dai sismografi)  al 2012, sembrano in aumento, mentre in altri sembrano sempre costanti, senza nessun aumento particolare. Per chiarirmi le idee, ho deciso di scaricarmi una lista di tutti i terremoti (sono più di 500 mila) e scrivere un software che elaborando questi dati mi restituisca anche dei grafici comprensibili. Ho lasciato che il software esaminasse tutti i terremoti senza distinzione, e mi facesse delle barre, una per ogni mese, la cui altezza mi indica quanti terremoti la terra ha subito ogni mese dal 1973 ad oggi. Vediamo il risultato:

terremoti grafico magnitudine 1

E’ piuttosto evidente che il numero di terremoti sembra aumentare in maniera vertiginosa. Ma dobbiamo saper interpretare il grafico in maniera intelligente, senza farci prendere dal panico. Creando questo grafico non ho scartato nessun terremoto. Ma c’è da considerare che in 30 anni di studi, sono state installate moltissime nuove stazioni di rilevamento, molto piu sensibili tra l’altro. Abbiamo iniziato a registrare terremoti che prima non prendavamo in considerazione, ecco perché abbiamo un aumento così deciso del nostro grafico! Abbiamo aumentato negli anni la nostra capacità di registrare terremoti in tutto il mondo. Quindi ho deciso di ricalcolare un nuovo grafico scartando i terremoti meno importanti, quindi teniamo solo quelli che superano i 4 gradi richter:

terremoti grafico magnitudine 1

Nonostante questa scrematura, notiamo che comunque l’attività tende a salire, anche se in maniera sicuramente meno decisa. Quattro gradi non sono terremoti preoccupanti, anche se il loro aumento potrebbe indicare qualcosa (non necessariamente qualcosa di grave!). Ma per toglierci ogni dubbio, consideriamo solamente i terremoti superiori ai 6 gradi, quelli veramente mortali:

terremoti grafico magnitudine 1

Ecco che finalmente, il nostro studio ci porta a notare come dal 1973 ad oggi, i terremoti dai 6.0 gradi in su non sono affatto aumentati ma il loro numero mensile resta indicativamente nella media. Possiamo dormire sonni tranquilli, il fatto che in Italia ci siano questi terremoti non significa che sta arrivando la fine del mondo, ma semplicemente che siamo stati più sfortunati del solito.

Spero di non avervi annoiato, questo post è stato molto lungo perché volevo portarvi via via lungo il ragionamento fino ad arrivare a questa conclusione che considero piuttosto sana ed equilibrata. Se avete apprezzato l’articolo spero vogliate condividerlo con altri in modo che si sparga un po di giusta e meritata tranquillità, mentre si attende che le scosse in Emilia cessino del tutto.

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