Commissione grandi rischi assolta, perché?

Commissione grandi rischi assolta, perché? (4.00/5) su 1 voti

Il terremoto in Abruzzo e a L'Aquila e i componenti la CommiDopo l’indignazione degli aquilani per l’assoluzione della commissione grandi rischi, vorrei spendere due parole per chiarire il perché la Commissione Grandi rischi è stata assolta mentre è stata considerata colpevole la protezione civile (il vice di Bertolaso ovvero De Bernardinis in particolare).

Preciso prima di tutto che non si vuole difendere nessuno in particolare, ma dare piuttosto le colpe ai fatti ed alle persone che davvero hanno creato questa situazione al limite dell’assurdo.

Il punto della situazione è che sono stati rassicurati gli aquilani asserendo che lo sciame sismico stava via via scemando esaurendo l’energia e che potevano quindi rimanere nelle loro case senza preoccuparsi di trovare altra sistemazione. Di seguito invece la tragedia ed i morti.

Partiamo da chi ha dichiarato “state tranquilli”, ovvero la protezione civile, ecco un estratto della telefonata di Bertolaso all’assessore della regione Abruzzo Daniela Stati:

“Ti chiamerà De Bernardinis, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione lì all’Aquila domani su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni, eccetera”. [...]
“Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male”.[...]
“Parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente“

Quindi la protezione civile è partita con il presupposto di rassicurare la gente, con disinteresse verso la reale comprensione del problema. Questo dovuto anche alla comparsa mediatica di Giuliani, il quale riteneva di poter prevedere i terremoti con le emissioni di Radon, creando molto spavento e confusione mediatica in quel periodo (peccato non abbia previsto il terremoto dell’Aquila, spaventando invence gli abitanti di Sulmona inutilmente!).

Per quanto riguarda invece la Commissione Grandi rischi e gli scienziati dell’istituto nazionale di geologia e vulcanologia INGV, esiste una mappa molto chiara e sempre aggiornata che indica la pericolosità sismica dei territori. Da questa mappa vengono definite le normative locali per la costruzione di abitazioni e strutture varie, in modo che rispettino determinati livelli di sicurezza antisismica. I colori hanno una scala graduata dove il viola indica il pericolo maggiore e l’Aquila si trova proprio in una di queste zone:

mappa_opcm3519

Le prime versioni di questo documento, sempre con zona Aquila indicata in viola, risalgono al 1990: la mappa è di facile lettura per tutti ed inequivocabile.

Da questa mappa se ne deduce che le costruzioni edili nelle zone viola e limitrofe vanno fatte rispettando criteri particolari (a normativa di legge!) e va quindi verificato in loco e messo in sicurezza il tutto in caso non siano rispettati gli standard qualitativi e costruttivi richiesti. Mio padre, caposquadra vigile del fuoco, ha soccorso le popolazioni all’Aquila e messo in sicurezza il centro seguendo la costruzione di sostegni speciali per evitare ulteriori crolli delle strutture già indebolite e comunque inabitabili. Le foto che ha raccolto e le informazioni avute dal comune dimostrano indiscutibilmente che molte case erano costruite non solo senza nessun criterio di sicurezza antisismica come previsto dalle indicazioni dei ricercatori, ma nemmeno erano state verificate e dichiarate al catasto. Ma non è un problema solo aquilano: nel terremoto in Emilia, alcuni dei capannoni dove sono morti dei dipendenti, avevano una struttura prefabbricata costruita senza le necessarie giunture tra il tetto e le pareti di perimetro: chiaro che una scossa di terremoto in grado di disallineare i due porta inevitabilmente al crollo della struttura.

Ci sarebbe poi da aggiungere, per dovere di cronaca, che sebbene un terremoto NON SIA PREVEDIBILE in tempi brevi, già nel 1997 (dopo i terremoti di Marche ed Umbria), in un intervista (Messaggero 9 ottobre 1997), Paolo Palangio, all’epoca direttore dell‘Osservatorio geofisico dell’Aquila dichiara:
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«Ecco le statistiche dicono che entro il 2010 c’è il 70 per cento delle probabilità di avere nella zona compresa tra l’Aquilano, la Marsica e l’Alto Sangro, un altro evento catastrofico. Se poi andiamo avanti negli anni e arriviamo al 2070, le probabilità di avere il ”big one” salgono al 100 per cento».


Poi continua con un po’ troppa fiducia nelle istituzioni:
”Dunque nei prossimi ottant’anni ci sarà un momento in cui la terrà tremerà come nel 1400 o nel 1703 o nel 1915, solo che gli effetti non saranno distruttivi come in passato perché l’edilizia abitativa è molto migliorata e perché si è cominciato a fare prevenzione”

e, da buon scienziato, lancia il monito (del tutto ignorato, evidentemente )

”Sì, la prevenzione – conclude Palangio – è l’unica strada da seguire. Prevedere un terremoto non è ancora possibile, ma attutirne,anche di molto, gli effetti questo sì. Prevenire vuol dire costruire stabili rigorosamente antisismici, gli unici in grado di resistere a scosse anche violente. E’ una regola che non va disattesa se si vuole che non si ripeta quanto è accaduto in Irpinia dove costruzioni in cemento armato, fatte male, sono venute giù come castelli di carta. Ma prevenire vuol dire anche una popolazione più consapevole, che si è preparata per un evento del genere, e che quindi non si faccia prendere dal panico che può fare più vittime del terremoto stesso».

Diventa chiaro a questo punto che attaccare il gruppo di ricerca della Commissione Grandi Rischi non ha alcun senso, quando le colpe e le omissioni sono delle amministrazioni locali, del governo, in chi ha voluto a tutti i costi minimizzare per via MEDIATICA come lo show organizzato dalla protezione civile.

Mi spiace vedere l’indignazione locale delle persone che sono esasperate dal terremoto subito, ma dovrebbero tutti quanti indirizzare le loro forze contro le situazioni e le motivazioni che, nonostante alcune indicazioni chiarissime ed inconfutabili non hanno fatto nulla ne per prevenire ne per far rispettare le norme e leggi vigenti, piuttosto che attaccare una “mancata previsione” che non può essere ottenuta perché ad oggi i terremoti restano imprevedibili.

Sito informativo sul processo da parte del gruppo INGV
http://processoaquila.wordpress.com/chi-e-perche/

Altro riguardo la telefonata De Bernardinis – Bertolaso:
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/01/18/news/processo_maddalena_g8_terremoto_l_aquila-28302134/

Dichiarazione di Giulio Selvaggi:
http://processoaquila.wordpress.com/2014/11/10/ultima-udienza-del-processo-di-appello-dichiarazioni-di-giulio-selvaggi/

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