Albert Einstein

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chi era albert einsteinAlbert Einstein è conosciuto praticamente da chiunque. Questo famosissimo scienziato, può essere considerato una specie di “rockstar” della fisica moderna. Le sue scoperte furono così eccezionali che sconvolsero non solo gli scienziati, ma anche la gente comune, che solitamente rimane estranea agli ambiti scientifici più delicati. L’anno più importante della sua vita (e della nostra) fu il 1905, quando pubblicò alcuni importanti articoli che rivoluzionarono la fisica. Tra questi spiccano la spiegazione dell’effetto fotoelettrico, che oggi viene utilizzato nei pannelli solari fotovoltaici, nelle fotocamere, nelle fotocellule, e qualsiasi cosa che funzioni elettronicamente con la luce. Non si limitò a descrivere e dimostrare l’effetto in se, ma anche a dimostrarne la natura, confermando quelle che fin’ora erano le basi ancora deboli della meccanica quantistica: dimostrò ciò che era stato solo teorizzato da Max Planck ovvero l’esistenza dei quanti.

Non soddisfatto, rivoluzionò addirittura il concetto di spazio e di tempo, esprimendo per la prima volta al mondo intero la sua teoria della relatività (vedi nella sezione fisica per approfondimenti!). Cosa si potrà mai introdurre di nuovo nel concetto di spazio e di tempo? Secondo le sue teorie, il tempo non scorre uguale in qualsiasi luogo, ma può variare. In un punto dello spazio il tempo potrebbe scorrere più velocemente, in un altro più lentamente. Allo stesso modo, “un metro” potrebbe accorciarsi in un certo luogo, ed allungarsi in un altro: spiegò che queste variazioni possono essere dovute o alla quantità di materia presente in un certo punto(quindi alla gravità presente in quella zona), oppure alla velocità dell’oggetto in questione. La terra ha una enorme quantità di materia, ecco perché avvicinandosi ad essa, via via che ci si avvicina al centro della terra, il tempo scorre sempre più lentamente! Oppure, un aereo supersonico che vola attorno alla terra ad altissima velocità, riesce a viaggiare nel tempo,  perché per i passeggeri dell’aereo il tempo “rallenta” di una quantità infinitesimale, eppure rallenta. E tutto ciò, venne dimostrato e confermato solo parecchi anni dopo.

Nel 1921 poi, proprio grazie alla scoperta dell’effetto fotoelettrico, gli venne finalmente assegnato il premio Nobel per la fisica.

Dopo aver dato “vita” in un certo modo alla meccanica quantistica, si trovò ironicamente a scontrarsi con essa. Illustri scienziati come Neils Bohr, sostenevano che gli effetti quantistici erano determinati da semplici probabilità e non c’era nessun modo per calcolare con precisione cosa succedesse negli atomi.  Einstein tuttavia, mentre insegnava all’università di Princeton in America (per sfuggire anche alle persecuzioni naziste mentre Hitler saliva al potere) tentò in tutti i modi di respingere l’idea della casualità, sfidando di conseguenza Bohr e tutta la comunità scientifica. Era convinto che se non riuscivamo a calcolare e prevedere perfettamente cosa succedeva dentro ad un atomo, ciò era dovuto semplicemente al fatto che mancavano alcune informazioni, qualcosa ancora da scoprire. Ecco perché la sua famosa frase “Dio non gioca a dadi”. Ideò così il famoso esperimento mentale definito EPR (Einsten, Podolsky, Rosen)  nel quale cercava di mettere in crisi la “casualità” degli eventi. Non ci riuscì, ed anche ai giorni nostri venne dimostrato, replicando realmente l’esperimento, che per ora non è possibile sfuggire a questa casualità. Morì tentando di dare una spiegazione a tutto ciò, a Princeton, nel  1955.

Nota curiosa: lasciò indicato che il suo corpo fosse usato per la scienza, il cervello venne asportato da un medico che lo conservò sottovuoto nella sua casa per circa 30 anni: venne poi suddiviso in centinaia di piccole parti distribuite infine a vari laboratori di ricerca.

 

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